Ucraina, il processo di pace non è nemmeno iniziato - Gen. Fabio Mini
Dopo gli scontri sociali in corso in America che vedono coinvolti l’ICE - il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti - culminati nella guerriglia a Minneapolis, il caso ICE sbarca fragorosamente anche in Italia. E' scontro politico dopo che il governo Meloni, per bocca del Ministro degli Interni Matteo Piantedosi, ha ammesso che gli agenti americani saranno a Milano e a Cortina per salvaguardare gli atleti statunitensi durante le olimpiadi. “Non opereranno in strada ma dal consolato a Milano” tenta di minimizzare il ministro e nello scontro con le opposizioni si inserisce il ministro degli Interni Tajani che afferma “l’ICE non sono le SS”, peggiorando con questa uscita la situazione. Il timore a questo punto del governo di manifestazioni e figuracce in mondovisione durante le olimpiadi.
Sul fronte ucraino, gli USA chiedono a Zelensky di firmare l’accordo di pace se vuole le garanzie di sicurezza richieste. Il punto critico è che per la Russia l’accordo di pace deve necessariamente prevedere la cessione del Donbass. Cerchiamo di capire che cosa sta avvenendo nei colloqui diplomatici tra Stati Uniti, Russia e Ucraina da cui non trapela quasi nulla.
Se in Ucraina un "regime change" è possibile ed forse l'unico vero scenario perchè la situazione si sblocchi definitivamente, in Iran questa possibilità è praticamente da escludersi. Cosa possono fare a questo punto gli Stati Uniti, ora che si sono posizionati in un punto di non ritorno?
I principali temi di politica internazionale del momento analizzati e commentati da FABIO MINI, Generale di Corpo d’Armata, saggista, collaboratore de “Il Fatto Quotidiano”, già Capo di Stato Maggiore del Comando Alleato del Sud Europa e comandante della forza internazionale di Sicurezza in Kosovo.
Conduce CARLO SAVEGNAGO
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