Dopo questa revoca e dopo l’accordo tra Trump e Putin sul gasolio, la condotta di Bruxelles e dei principali governi fa entrare noi popolazioni europee nella fase più pericolosa di sempre.
In Inghilterra il capo di stato maggiore dell'esercito britannico, Sir Richard Walker, ha infatti dichiarato che i leader politici del Regno Unito inizieranno a breve un dialogo aperto con la società riguardo alla preparazione alla guerra. Il generale ha anche avvertito che i cittadini devono essere pronti a fare dei sacrifici e a svolgere il loro ruolo nel sostenere le forze armate.
Per quanto riguarda l’Italia, il ministro della Difesa Guido Crosetto lancia il suo allarme alla rete televisiva inglese BBC: “Putin non si fermerà a Kiev, prepariamoci ad altre follie” promettendo che il sostegno del governo italiano continuerà, ma sarà “più difficile” che il Parlamento approvi ulteriori consegne con l'avvicinarsi delle elezioni.
A conferma della fase sempre più pericolosa, c’è stato un massiccio attacco di droni ucraini contro San Pietroburgo.
Nel frattempo registriamo la minaccia di Zelensky: “Se cadiamo ci saranno 20 milioni di profughi in Europa”
Medio Oriente. L’Egitto ha deciso di intervenire in difesa dell’Arabia Saudita, oggetto degli attacchi degli Houthi.
Imminenti le elezioni in Israele – si vota il 27 Ottobre – e negli Stati Uniti il 3 Novembre. Che peso possono avere queste due scadenze nella decisione di attaccare l’Iran? Gli attacchi avverrebbero a questo punto prima del 27 Ottobre? Teheran potrebbe decidere di agire in anticipo? Dove andrebbe a colpire in Israele e quali obiettivi americani colpirebbe?
I principali temi di politica internazionale analizzati e commentati da ENRICO TOMASELLI, redattore del canale Telegram “Giubbe Rosse” e STEFANO ORSI, autore dell’omonimo canale youtube, collaboratore dei blog “Lettera da Mosca”, della rivista "Il Sudest” e dell’agenzia “Stampa Italia”.
Conduce CARLO SAVEGNAGO
Commenti al video.



