Dopo che i paesi occidentali si erano rifiutati di inviare navi militari nel Golfo come richiesto da Trump, Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda e Giappone fanno marcia indietro ed emettono un comunicato per “mettere in sicurezza” lo Stretto di Hormuz. “Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e ogni altro tentativo di bloccare lo Stretto alla navigazione nonchédi conformarsi alla risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite” Il nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani si è affrettato a chiarire: “E’ un documento politico, non militare”. La replica immediata del ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi non lascia spazio a fraintendimenti: “Chi agirà a Hormuz sarà complice dell’aggressione”.
Il presidente degli Stati Uniti ha lasciato aperta la possibilità di usare armi nucleari contro l’Iran e intanto invia altre navi da guerra nel Golfo, dichiarando nel contempo che non invierà truppe di terra. Secondo un sondaggio la maggior parte degli americani crede che Trump invierà truppe ma solo il 7% è d’accordo, riporta l’Agenzia Reuters.
La Svizzera intanto chiude lo spazio aereo a voli militari statunitensi per la guerra in Iran, nel rispetto della neutralità del paese.
L’Arabia Saudita intanto vede il petrolio a 180$ al barile se lo shock persiste oltre Aprile.
Negli Stati Uniti si dimette il capo del centro per l’antiterrorismo Joe Kent: “L’Iran non era una minaccia. Non posso sostenere questa guerra. E’ stata un’iniziativa su pressione di Israele”.
Grande clamore in America attorno a Tulsi Gabbard. La direttrice dell’Intelligence Nazionale prima ha smentito ufficiosamente Trump parlando dell’attacco all’Iran avvenuto senza motivazioni plausibili ma poi al Congresso ha evitato di rispondere al senatore democratico Jon Ossoff sul fatto che l’Iran rappresenti o meno una minaccia imminente.
Trump: “Credo che avrò l’onore di prendere Cuba”. Gli Stati Uniti si preparano a prendere l’isola. Il piano prevede l’uscita di scena del presidente cubano Diaz Canèl che secondo Trump deve dimettersi.
I principali fatti di politica internazionale analizzati e commentati da ARMANDO SAVINI economista, saggista, autore del canale Telegram “Chaos Mega”, autore del libro “La Moneta di Orwell – Come difendersi dal totalitarismo digitale”.
Conduce CARLO SAVEGNAGO
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