Ma c’è una possibile, ulteriore clamorosa svolta: Ebrahim Azizi, presidente della commissione per la sicurezza nazionale dell’Iran, ha comunicato che il parlamento iraniano ha predisposto un piano per il ritiro dal trattato di non proliferazione nucleare. Il possibile-probabile obiettivo di Teheran è che, in caso di nuovo attacco israelo-americano, Russia e Cina sostengano l’Iran nell’uscita del trattato e nello sviluppo di armi nucleari. L’obbiettivo ultimo di Teheran è che Russia e Cina, se non affiancare l’Iran nel conflitto, facciano pesare tutta la loro influenza per fermare Washington.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegsteh sono scettici sul raggiungimento di un accordo con l'attuale regime, mentre JD Vance e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner vogliono riprendere i negoziati.
La situazione in Polonia: è un forte scontro istituzionale quello tra il premier europeista Donald Tusk e il presidente nazionalista Karol Nawrocki, rientrato precipitosamente dal Senegal nella notte di Venerdì, o possiamo spingerci a definire un colpo di Stato l’ingresso della polizia nella sede della Corte Costituzionale e la sospensione del presidente dell’organismo?
Le elezioni presidenziali in Bulgaria: confermato il capo di Stato uscente Yliana Yotova che ha superato di gran lunga nel ballottaggio lo sfidante Andrei Ghiurov con circa 20 punti di scarto (58% contro 38%). Non ci sono ancora le stime definitive ma l’affluenza al ballottaggio è stata particolarmente bassa, intorno al 30%.
I principali temi di politica internazionale del momento analizzati e commentati da Generale FABIO MINI, saggista, collaboratore de “Il Fatto Quotidiano” e STEFANO ORSI, autore dell’omonimo canale youtube, collaboratore dei blog “Lettera da Mosca”, della rivista "Il Sudest” e dell’agenzia “Stampa Italia”.
Conduce CARLO SAVEGNAGO
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